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Laboratorio Tecnico

Quando ci si trova a dover scegliere una buona finitura per esterno si può scegliere di affidarsi totalmente all’esperienza e talvolta alla fortuna oppure si può scegliere il prodotto in base alle esigenze e alle caratteristiche tecniche desiderate. In linea di massima un buon prodotto per esterno dovrebbe:

• Essere compatibile con il supporto
• Avere una buona adesione
• Essere facile da applicare
• Avere omogeneità cromatica e durata nel tempo
• Resistere a muffe, alghe e batteri
• Resistere ai cicli gelo/disgelo
• Avere una buona diffusione del vapore acqueo
• Avere alta idrorepellenza (non assorbire acqua)

In commercio esistono vari tipi di pitture e finiture per esterno; tuttavia nessuna dura in eterno o comprende tutti questi punti, ma in base alle esigenze e alle possibilità si possono valutare soluzioni più o meno durature. Possiamo distinguere i prodotti per esterno in quattro grandi famiglie:

• Prodotti a base calce
• Prodotti a base di silicato di potassio (silicati)
• Prodotti a base di resine organiche (acrilici,vinilici,ecc.)
• Prodotti a base di resine silossaniche (silossanici,acril-silossanici)

Degrado dei supporti Cause primarie. Analisi dello stato dei supporti

Il calcestruzzo o cemento è principalmente un conglomerato di leganti idraulici, additivi di varia natura e ghiaia. In particolare il cemento armato (oltre a cavillature e sfaldamenti) è soggetto all’azione dei gas acidi presenti nell’aria (smog). Infatti l’anidride carbonica e gli altri inquinanti riescono a diffondersi nel cemento causando un abbassamento del PH. Quando il PH del cemento scende troppo iniziano quei processi di ossidazione dei ferri dell’armatura che portano al successivo distaccamento e lesione dei supporti. Altri tipi di azioni corrosive sono accelerate dai sali disgelanti o dall’esposizione all’aerosol marino.

L’intonaco è un rivestimento superficiale avente uno spessore variabile, steso a protezione della muratura, composto principalmente da cemento dosato assieme agli inerti (sabbia silicea e/o calcare) ed infine impastato con acqua. Se l’intonaco è dosato e preparato in cantiere allora si parla di intonaco “tradizionale”, se il prodotto è preparato industrialmente allora si parla di intonaco “premiscelato”. Vi sono poi vari tipi di intonaci le cui caratteristiche sono date dal tipo di cemento utilizzato o dagli inerti e gli additivi contenuti; sono comunque tutti soggetti ai problemi di degrado descritti di seguito.

• Umidità di risalita: l’umidità di risalita è causata dall’acqua che dal suolo risale (per capillarità) all’interno della muratura e, attraversando l’intonaco, cerca di diffondersi verso l’aria (pareti interne o esterne). Durante questo tragitto l’acqua raccoglie i sali solubili presenti nel terreno che accentano ancor più il fenomeno.
• Cavillature a ragnatela: Queste piccole crepe dalla caratteristica forma a ragnatela possono comparire durante la maturazione dell’intonaco e sono dovute per lo più al ritiro plastico dell’intonaco.
• Lesioni lineari: Queste lesioni o crepature sono causate dal movimento della struttura portante (muratura). Ci sono i movimenti di assestamento (lesioni acicliche) e poi ci sono quei movimenti di dilatazione e restringimento che si verificano al variare della stagione (lesioni cicliche). Occorre prestare particolare attenzione alle lesioni acicliche, perché possono indicare problemi strutturali.

Nelle murature dove la finitura ultima è il mattone a vista o la pietra naturale bisogna innanzitutto ricordare che le caratteristiche del materiale possono variare e dipendono da vari fattori come la composizione chimica, la resistenza meccanica, la porosità, ecc. Pertanto non è consigliabile utilizzare un solo tipo di soluzione per tutte le pietre o i mattoni a vista. I principali fattori di degrado sono:

• Efflorescenze biancastre: Sono causate generalmente dai sali contenuti nel materiale (impurità) o nella malta utilizzata.
• Colature/macchie nerastre: Nelle aree urbane, specialmente se il materiale è assorbente, i residui carboniosi dello smog si fissano all’interno delle porosità.
• Erosione superficiale: E’ determinata dagli agenti atmosferici e dai cicli stagionali (gelo/disgelo).
• Distaccamenti: Riguardano generalmente le vecchie murature interessate da umidità di risalita.
• Presenza di muffe/alghe: Sono dovute ad un eccessivo assorbimento d’acqua.

Degrado delle vecchie pitture

Le pitture e i rivestimenti sono le finiture che hanno lo scopo primario di proteggere l’intonaco dalla pioggia e di valorizzare l’aspetto estetico del supporto.
Quando si decide di intervenire su un supporto è sempre importante verificare prima lo stato conservativo, l’adesione e la natura chimica (casi particolari). Generalmente le pitture e i rivestimenti di finitura subiscono gli effetti degli agenti atmosferici, del sole, dell’inquinamento, a seconda della loro natura o quantità d’esposizione. Questi fattori intervengono sullo strato di pittura più esposta all’aria (interno ed esterno) e provocano sia una graduale perdita di brillantezza e vivacità dei colori, sia una perdita delle caratteristiche meccaniche (distaccamenti) per via del fenomeno di ossidazione. Poiché questo fenomeno non è evitabile, non esistono cicli di finitura eterni, anzi la durata del prodotto è determinata in buona parte da quanto velocemente procede il fenomeno.
Accanto a questo “invecchiamento naturale” esistono poi altri fattori di degrado più “umani” come la non corretta preparazione del fondo o la scelta errata di una pittura o rivestimento rispetto al supporto. Possiamo trovarci di fronte a:

• Esfoliazione/distaccamento: Riguarda i prodotti che sono molto ricchi di legante (per es. smalti acrilici, pitture al quarzo, cicli elastomerici, pitture acriliche,ecc.). Questi sono prodotti che mantengono una buona struttura interna perciò quando si distaccano dal fondo formano una sorta di sfoglia o lamina.
• Sfarinamento: Interessa per lo più i prodotti minerali o contenenti una bassa quantità di legante (per es. pitture o rivestimenti a base di calce o derivati minerali). In questi casi il distacco dal fondo avviene con particelle separate tra loro (polvere).

Fissativi: Come e perchè usarli

Il fissativo murale è un isolante diluibile con acqua o solvente che in generale si usa per l’impregnazione e consolidamento di muri interni ed esterni. L’errore più comune è di utilizzarlo ogni volta che si imbianca, poiché alla lunga il supporto non sarà più in grado di assorbire la pittura causando distaccamenti ed esfoliazioni.

• Muro nuovo: Su intonaci nuovi è consigliato l’uso di un fissativo per uniformare l’assorbimento del supporto che in alcuni punti potrebbe creare problemi durante le successive mani di pittura. Gli intonaci nuovi devono essere asciutti e maturati prima di passare al fissativo rispettando i tempi descritti sulle schede tecniche.
• Muro a gesso (o cartongesso): Su intonaci a gesso o pareti in cartongesso il fissativo serve per attenuare il grande potere assorbente del gesso; le classiche “lucidature” che si intravedono sulle pareti a gesso sono dovute proprio alla mancanza del fissativo.
• Grosse stuccature: Quando si parla di rifare grosse porzioni di intonaco, è consigliato un uso del fissativo solo sulla parte intonacata e non su tutto il supporto perché altrimenti potrebbe venire a crearsi una differenza di assorbimento tra il nuovo e il vecchio, che poi risalterà durante la finitura.
• Prima di applicare la pittura lavabile sulla pittura a tempera: In tutti i casi è consigliabile rimuovere prima la tempera con spazzolatura o raschiatura, ma se non fosse possibile occorre per forza un fissativo. Se non si applica il fissativo infatti la pittura lavabile tenderà a sfogliare o addirittura ad asportare la pittura a tempera.

• Diluire il fissativo nelle proporzioni giuste: troppa acqua annullerà l’azione del fissativo; poca acqua chiuderà i pori dell’intonaco causando lo scivolamento della pittura.
• Evitare le gocciolature del fissativo sulla parete durante l’applicazione, che altrimenti risulteranno visibili in finitura.
• Non mescolare il fissativo alla pittura: è un’azione che non aumenta le proprietà della pittura ne del fissativo ed è quindi inutile e dispendiosa.

Fondi: Come e perchè usarli

I fondi sono dei prodotti (sia ad acqua che a solvente) con finitura liscia o ruvida che si usano come base coprente per alcuni tipi di applicazione. Questi spesso sono confusi con i fissativi, ma sono prodotti diversi che hanno funzioni completamente diverse. Mentre i fissativi sono per lo più trasparenti consolidanti, i fondi sono pigmentati (colorati) e servono a preparare una base uniforme adatta alla successiva pitturazione.

• Colori forti: Se si deve pitturare un supporto bianco con colori di forte intensità è consigliabile applicare un fondo di colore leggermente più chiaro della tonalità di finitura; questo aumenterà la copertura della pittura e diminuirà il numero di mani richieste.
• Fondi di collegamento: Il fondo di collegamento come suggerisce il nome serve a “ricollegare” quindi riunificare l’aspetto del supporto. Ne esistono sia a finitura liscia che ruvida ed hanno un alto potere coprente e una notevole elasticità; sono quindi ideali per riempire e mascherare piccole crepe o cavillature sul supporto evitando rasature o stuccature.
• Fondi specifici: Alcuni cicli di pitturazione (ad esempio l’elastomerico o quello ai silicati) necessitano di fondi specifici che abbiano le proprietà chimiche per legare con le successive mani. Nel ciclo ai silicati per esempio il fondo a base di silicati di potassio serve da “ponte” tra l’intonaco (o la vecchia pittura) e la finitura ai silicati, la quale non può infatti essere applicata direttamente su pitture sintetiche (al quarzo) o su supporti alcalini (intonaco calce-cemento).

In ogni caso è utile ricordare che il fondo non va usato come fissativo e viceversa; può capitare infatti che prima di pitturare un supporto si debba utilizzare un fissativo piuttosto che un fondo, oppure che si debbano utilizzare entrambi i prodotti, o nessuno dei due.

Preparazione dei supporto: L’ABC dell’imbiancatura

Ogni volta che ci si approccia ad un lavoro di imbiancatura o verniciatura è innanzitutto opportuno preparare il supporto alle successive mani.
Il supporto infatti deve essere:

• Asciutto: Se si parla di intonaci nuovi o rifacimenti, è opportuno farli asciugare e maturare secondo i tempi tecnici riportati sulle relative schede e non affidarsi alla stagione o al senso del tatto.

• Omogeneo: Capita spesso che ci siano diverse stuccature da fare sui supporti che creano delle zone disomogenee rispetto al resto dell'intonaco e vanno trattate con fissativi o fondi.

• Pulito e spazzolato: Quando si ha a che fare con supporti più vecchi, è opportuno provvedere allo spazzolamento o raschiamento delle vecchie pitture prima di passare al rifacimento o all’eventuale trattamento.

• Esente da polveri: Se si deve intervenire su superfici su cui si depositano polvere, smog e altro bisogna assicurarsi di rimuoverle completamente.

Verifiche pratiche: Riconoscere il Problema

Per la buona riuscita di un ciclo applicativo è importante osservare le schede tecniche dei prodotti, però vi sono delle verifiche pratiche che non sono riportate sulle schede ma dovrebbero far parte della professionalità dell’applicatore e spesso vengono date per scontate.

• Pitture: Quando si vuole essere certi che il supporto sul quale andiamo ad intervenire sia ben ancorato e coerente, si esegue una prova di quadrettatura che si può fare anche con un taglierino direttamente sul posto. Si praticano una serie di incisioni parallele distanti pochi millimetri tra loro (profonde abbastanza da arrivare al fondo), poi si fanno altre incisioni perpendicolari alle prime in modo da formare una sorta di “griglia”. Sulla griglia appena fatta si applica un nastro adesivo facendolo aderire su ogni parte e infine si tira “a strappo”. Se l’ 80/90% della pittura rimane attaccato al supporto possiamo considerare soddisfacente l’adesione e procedere alla pitturazione. In caso contrario, se oltre alla pittura restano sul nastro residui di intonaco, il problema può essere la tenuta di fondo ed occorre valutare se consolidare o passare direttamente al rifacimento dell’intonaco.
• Rivestimenti a spessore: Per verificare la tenuta di un rivestimento a spessore è sufficiente usare una spatola o un raschietto.
• Intonaci: Un metodo pratico e conveniente è usare un martello. Se l’intonaco suona a vuoto significa che è staccato dal supporto.

La verifica dell’assorbimento è importante per molteplici aspetti. Se ci troviamo ad usare prodotti (per es. pitture a calce, pitture minerali,ecc.) che richiedono fondi assorbenti, oppure quando dobbiamo usare finiture che richiedono un minor assorbimento, è una prova che non può essere evitata.
Questa verifica consiste sostanzialmente nel bagnare il muro con acqua: se l’acqua scivola velocemente e non viene trattenuta possiamo considerare l’intonaco poco assorbente, nel caso contrario avremo un intonaco assorbente

Per alcuni tipi di ripristino è fondamentale conoscere la natura della finitura utilizzata in precedenza. Sarebbe sempre utile reperire la documentazione delle precedenti pitturazioni; in mancanza di queste informazioni si possono eseguire delle prove pratiche:
• Se si mette una fiamma a contatto diretto con la pittura e questa rammollisce, allora siamo di fronte a una pittura a base di legante organico ( pitture acriliche, pitture viniliche, pitture silossaniche); se invece la fiamma non altera per nulla la pittura allora siamo di fronte a un prodotto di natura minerale (pitture a calce, pitture ai silicati, calce-cemento).
• Se si bagna abbondantemente la superficie con diluente nitro o sverniciatore e la pittura si rammollisce si può escludere che si tratti di un prodotto minerale.

 

 

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